Chi sono i nuovi re dei rifiuti 24 settembre, 2013 | Redazione A Sud

Rifiuti: Orlando, Falcognana sara' discarica di servizio[Di G. Tizian e N. Trocchia su L’Espresso] Imprenditori rinviati a giudizio. Altri imputati per truffa. Altri ancora che si nascondono sotto fiduciarie. Incasseranno dieci milioni di euro all’anno. A Roma è cambiata la discarica, ma l’odore resta uguale.

 

Di monopolio in monopolio. Da Malagrotta a Falcognana. Da un municipio a un altro. Dopo 40 anni di dominio assoluto dell’avvocato Manlio Cerroni (che continuerà a lavorare con i suoi impianti), al centro di un’inchiesta della procura di Roma, il business dei rifiuti capitolino finisce ad altre famiglie egemoni nel settore tra Puglia e Abruzzo. Sabato 21 settembre una nuova manifestazione dei comitati cittadini contro la decisione del governo, Regione e Comune. Secondo i piani del Commissario Goffredo Sottile la discarica di Falcognana potrebbe ricevere le prime tonnellate di rifiuti già dai primi di ottobre. Intanto la tensione sale. L’Espresso può rivelare i nomi e la rete di alleanze dei futuri gestori del business d’oro.

 

Senza gara

 

Partiamo dalla scelta non trascurabile del commissario Goffredo Sottile di procedere all’affidamento diretto della gestione del sito alla Ecofer srl, proprietaria della discarica. L’avvocatura di stato in un parere, richiesto dall’allora commissario Giuseppe Pecoraro, per un altro sito aveva chiarito la necessità “dell’esproprio e della successiva gara ad evidenza pubblica” per la gestione. Il Ministro Andrea Orlando, in un recente intervento nell’aula della Camera dei deputati, ha spiegato la ragione di questa opzione: “Non ci sono – io credo – anche realisticamente le risorse e ritengo che anche dal punto di vista della tempistica la strada dell’esproprio porterebbe inevitabilmente a dei tempi molto più lunghi”. Così alla Ecofer arriveranno 300 tonnellate al giorno ad un prezzo da concordare, con un minimo fissato sugli 80 euro che fanno 24 mila euro al giorno. Una torta che si aggira intorno ai 10 milioni di euro ogni anno. Le volumetrie della discarica consentono un utilizzo per un massimo di due anni. Ma a chi andranno questi soldi?

 

I Maio tra inchieste e affari

 

Partiamo dal gruppo che detiene il 60% della Ecofer, attraverso una società controllata al 95 per cento da una fiduciaria. Si tratta del gruppo Maio, egemone proprio in Abruzzo, che gestisce anche, attraverso la Bleu srl, la discarica di Canosa di Puglia. Il titolare Franco Maio, patron del Lanciano calcio, ha qualche problema con la giustizia. E’ sotto processo per reati fiscali, rinviato a giudizio lo scorso dicembre. Altro processo a suo carico quello per una presunta truffa a una Asl. «Abbiamo agito sempre correttamente», è stata la replica. Nel 2003 finì coinvolto in un’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati ambientali. Maio fu arrestato, ma assolto nel processo di primo grado. Il caso veniva così descritto nel rapporto Ecomafie di Legambiente 2006: «Ha lasciato qualche perplessità la decisione del Tribunale di Trani con cui il giudice dell’udienza preliminare Teresa Giancaspro ha assolto gli imputati nell’inchiesta concernente la discarica Bleu di Canosa con la motivazione che “il fatto non sussiste”. L’impianto, definito come la pattumiera d’Italia, era stato posto sotto sequestro nel 2003 dopo che le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico avevano portato a scoprire che nella discarica finivano illegalmente rifiuti speciali pericolosi come nichel, alluminio, magnesio e materiali ferrosi, provenienti da varie regioni d’Italia. Il tutto senza le prescritte autorizzazioni. Secondo gli inquirenti, le sostanze altamente tossiche sarebbero penetrate nel sottosuolo, inquinando le falde acquifere del torrente Locone. Il giudice dell’udienza preliminare ha invece ritenuto le accuse non sussistenti, disponendo il dissequestro dell’impianto». Franco Maio, dalla vicenda, ne è uscito pulito, assolto. Dopo la bufera giudiziaria, la Bleu è tornata in attività. Affari anche con i rifiuti napoletani. Lo scorso anno ha vinto un appalto indetto dalla Sapna, la società provinciale partenopea, per il trasporto e smaltimento di rifiuti trattati. Un appalto vinto insieme alla Cosmer spa, sede legale a Napoli. La Cosmer è stata oggetto di interdittiva antimafia nel 2009 poi annullata dal Tar che ha definito, tra gli altri, infondato l’elemento parentale per supportare uno stop prefettizio.?La proprietà è della famiglia Di Francia. Tra i titolari c’è Luigi Di Francia. Il fratello Giorgio, che non è presente in Cosmer, è stato tra i gestori, negli anni novanta, della discarica di Pianura, attraverso società colpite da interdittiva per sospetti condizionamenti malavitosi. Un invaso, quello di Pianura, in quegli anni, destinatario dello smaltimento di veleni e rifiuti tossici provenienti dalle aziende del nord.

 

 

 

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