Colombia: continua il genocidio del popolo indigeno Awà 15 maggio, 2009 | Redazione A Sud

awaGli omicidi sono avvenuti nella Comunità Indigena Awà di Piedra Verde, nel municipio di Barbacoas, per mano di un gruppo armato che ancora non è stato possibile identificare. Le vittime sono  Ademelio Servio Bisbicus Garcìa, 37 anni e Marco Antonio Taicuz di 35 anni. E’ rimasta ferita anche Bertha Taicuz, moglie di Ademelio Servio e madre di quattro bambini, attualmente ricoverata nell’ospedale di Ipiales in fin di vita. La catena di omicidi indica chiaramente l’intenzione deliberata di sterminare il popolo indigeno Awà. Ciò dimostra gli effetti devastanti del conflitto armato e la violazione sistematica dei fondamentali diritti alla vita e all’autonomia.

 

I fatti

 

Lo scorso 19 aprile nella riserva El Gran Sabalo, municipio di Barbacoas, due individui incappucciati e armati di pistola hanno sparato contro Luis Alberto Cuasaluzan Canticuz, 26 anni, ferendolo a morte e contro Rolando Andrès Nastacuas di 18 anni, rimasto gravemente ferito a causa di un proiettile che gli ha perforato la testa. Secondo le informazioni raccolte dalla ONIC, i responsabili della sparatoria sono gruppi paramilitari, probabilmente gli stessi che hanno ucciso il giovane Claudio Nastacuas lo scorso 15 febbraio.

 

Tutto questo è riconducibile alle continue minacce di morte che il popolo Awà subisce da allora – UNIPA. In meno di cinque mesi, venti fratelli indigeni Awà sono stati assassinati; tredici massacrati dai guerriglieri delle FARC agli inizi di febbraio; il compagno Floro Paì, morto il 10 febbraio mentre attraversava un campo minato, due altri compagni assassinati il 15 febbraio – Claudio Nastacuas, probabilmente caduto per mano dei paramilitari e Ernesto Jimenez Garcìa, vittima della guerriglia dell’ELN – il compagno José Hermes Criollo Guanga, morto il 5 aprile anch’egli su un campo minato, quattro giorni dopo la conclusione della Minga Umanitaria; Luis Alberto Cuasaluzan Canticuz, assassinato il 19 aprile e, infine, il massacro di altri due compagni la notte del 10 maggio.

 

Sono fonte di preoccupazione le costanti minacce, intimidazioni e persecuzioni alle autorità e ai leader della UNIPA, tanto a Pasto come nei propri territori. Denunciamo quanto accaduto oggi stesso, 11 maggio 2009 alle ore 17:30, contro la figlia di Aida Quilcuè, ex Consigliera Maggiore del CRIC Mayerli Alejandra Legarda Quilcué di 12 anni, nella sua casa a Popayan – Cauca: minacciata con armi da fuoco da quattro persone che viaggiavano in automobile. Questo dimostra la grave persecuzione  che soffre la famiglia Quilquè, dopo l’omicidio, nel dicembre 2008, del padre di Mayerli Edwin Legarda, vittima di un attentato.

 

Di fronte a tali avvenimenti come dirigenti e popolazioni originarie raccolte nella ONIC – Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia:

 

 

ESPRIMIAMO preoccupazione per la difficile situazione che stanno vivendo i popoli indigeni della Colombia, sotto la minaccia dei gruppi armati ma anche di alcuni settori dell’apparato istituzionale governativo che cercano di dividere i popoli indigeni in diverse regioni del paese. Ancora una volta denunciamo la tragedia del popolo indigeno Awà e del popolo Nasa.

RIFIUTIAMO questi metodi violenti che minacciano la vita e l’integrità dei nostri fratelli indigeni e l’autonomia dei nostri popoli. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti loro e alle famiglie delle vittime di questi atti criminosi.

RIBADIAMO la nostra richiesta allo stato colombiano e al governo affinchè compia il suo dovere di proteggere i popoli indigeni rispettandone l’autonomia, l’integrità fisica, culturale e territoriale e operi per garantire le condizioni indispensabili alla loro sopravvivenza.

PRETENDIAMO che tutti gli attori coinvolti nel conflitto armato si impegnino a rispettare il popolo indigeno Awà e il popolo Nasa, così come tutti i popoli indigeni e la popolazione civile del paese. Che cessi il genocidio perpetrato contro il popolo Awà e contro tutti i popoli indigeni della Colombia.

SOLLECITIAMO gli organismi di controllo come la Defensoría del Pueblo e la Procuraduría General de la Nación a realizzare una tutela permanente delle comunità e autorità del popolo indigeno Awá nel suo territorio. E alla Fiscalía General de la Nación e agli enti competenti chiediamo che diano inizio alle indagini e ai procedimenti giudiziari per chiarire quanto accaduto, punire i responsabili materiali degli omicidi e i loro mandanti, affinché tutto questo non rimanga impunito.

FACCIAMO APPELLO alle organizzazioni sociali nazionali e internazionali e alle organizzazioni di difesa dei diritti umani perché chiedano al governo colombiano l’adozione di misure urgenti, dirette a salvaguardare la vita e l’integrità delle persone e delle comunità indigene del popolo Awà e di tutti i popoli indigeni del paese.

 

ONIC – Autorità Nazionale del Governo Indigeno della Colombia
UNIPA – Unità Indigena del Popolo Awà

 

Traduzione di Francesca Casafina

 

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