Colombia: missione di Autorità indigene e ONU in territorio Awa 28 agosto, 2009 | Redazione A Sud

Una missione umanitaria accompagnata da rappresentanti delle Nazioni Unite e oltre 300 indigeni è partita ieri verso la zona del sud ovest della Colombia dove due giorni fa assassinati 12 indigeni Awá ad opera di un gruppo armato non ancora identificato. Secondo le ricostruzioni l’azione criminale aveva come oggettivo la vedova di un indigeno Awá assassinato il 23 maggio dall’Esercito Nazionale, Tulia García Guangua. La donna era testimone oculare dei fatti.
 

Dal mese di marzo 180 indigeni Awá, rimangono sfollati e privi di assistenza nella riserva Il Verde in località Gran Alosa, per il massacro di 12 indigeni nel comunità di Tortugaña-Telembí, massacro rimasto anch’esso al momento impune.  
 
“Le comunità indigene Awá si dichiarano in Assemblea Permanente, per riunirsi e prendere decisioni per far fronte alla disattenzione ed indifferenza del Governo Nazionale” ha aggiunto Óscar Ortíz, segretario dell’UNIPA – Unità indigena del popolo Awá. 

Il leader indigeno Rider Pai ha confermato dalla zona dei fatti che l’Ufficio dell’Alto Delegato delle Nazioni Unite per i Diritti umani e il Difensore del Popolo accompagneranno la missione che investigherà sull’ennesimo massacro commesso ai danni del popolo Awà, nel quale sono stati assasinati 12 indigeni, tra cui cinque bambini.  
 
Le comunità indigene della zona credono che il commando che ha commesso l’eccidio possa avere relazioni con i gruppi paramilitari, nonostante stiano attendendo maggiori investigazioni prima di rilasciare dichiarazioni precise sulle repsonsabilità.

Il rappresentante in Colombia dell’Alto Delegato dell’ONU per Diritti umani, Christian Salazar, ha spiegato ai giornalisti che la commissione arriverà fino al luogo del massacro per raccogliere prove ed ascoltare testimoni. Salazar ha anche chiarito tuttavia che la missione non svolgerà un lavoro di investigazione in senso stretto, ma si affiancherà al lavoro della procura per formulare raccomandazioni al governo su come migliorare la protezione e il sostegno ai popoli indigeni nel paese.
 
Le Organizzazioni Indigene del dipartimento del Nariño hanno dichiarato che sono già 37 gli indigeni awá assassinati in differenti circostanze nella regione negli ultimi mesi.  
 
Il nuovo massacro ha indotto 15 famiglie awá a muoversi verso il municipio di Barbecui per paura di essere vittime di nuovi attacchi.  
 
Il governatore di Nariño, Antonio Navarrese, ha dichiarato che è prematuro segnalare i responsabili del massacro, visto che nella zona operano differenti gruppi armati.   “Non abbiamo sicurezza né chiarezza, ma sembra che non siano state le FARC”, ha dichiarato. 

Il Ministero della Difesa, in un comunicato, ha condannato il massacro e offerto una ricompensa equivalente a quasi 50.000 dollari “a chi dia informazione che conducano alla cattura degli autori materiali ed intellettuali di questo massacro”.  

 
Fonti: EFE/ONIC/Nasaacin
 
 

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