Colombia: OGM. Continua l’invasione. Ecco il seme di mais che resiste alla siccità 25 giugno, 2009 | Redazione A Sud

Continua l’invasione dei sei OGM in America latina. L’ultima novità riguarda la Colombia, dove verrà impiantato il seme di mais che resiste alla siccità. La scoperta è stata fatta dalla multinazionale Monsanto e da BASF e presto verrà sperimentata in Colombia. Scienziati della Monsanto hanno annunciato di aver scoperto un gene tollerante alla siccità, che contribuirà a garantire raccolti abbondanti di mais anche in periodi di carenza di acqua.

 

Il seme di mais geneticamente modificato per resistere alla siccità contiene il gene cspB “cold shock protein B”, che si incontra in natura nel batterio Bacillus Subtilis, come spiega la multinazionale nordamericana in un comunicato. In Colombia già si stanno espletando le pratiche necessarie per permettere l’introduzione del seme di mais OGM, che verrà utilizzato sia per l’alimentazione umana che animale. Il processo di autorizzazione per l’utilizzo del seme in agricoltura inizierà nei prossimi mesi.

 

Mariano Berdeguè, direttore della Monsanto per la regione andina, Centroamerica e Caribe ha spiegato che “il mais tollerante alla siccità di Monsanto e BASF è il primo risultato di un progetto di collaborazione nel settore delle biotecnologie, siglato dalle due compagnie nel 2007. Il progetto prevede un investimento di circa 1500 milioni di dollari in ricerche, sviluppo e commercializzazione in biotecnologie vegetali”.


La multinazionale ha ricordato, poi, un documento del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente dove si dice che la desertificazione rappresenta una minaccia per 1/4 degli abitanti del pianeta e, come si legge anche nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la Siccità e la Desertificazione (UNCCD), costituisce un grave attentato alla sicurezza dell’umanità poiché priva milioni di esseri umani dei mezzi
di sussistenza (acqua, cibo, terra) necessari per continuare a vivere. In Colombia, secondo i dati dell’IDEAM (Istituto di Idrologia, Metereologia e Studi Ambientali) la terra colpita da desertificazione è pari a 4,8 milioni di ettari, che corrispondono al 4,3% del territorio nazionale.

 

Si tratta di una notizia che ha già creato allarme presso movimenti sociali e organizzazioni ambientaliste e contadine. Gli effetti che può avere l’impianto di semi geneticamente modificati non è prevedibile, ed è dimostrato che gli ogm contaminano anche i semi autoctoni, danneggiando le coltivazioni tradizionali e mettendo a rischio sussistenza e salute delle comunità rurali ed indigene. Inoltre, gli ogm rappresentano un rischio per la biodiversità.

 

 

Traduzione di Francesca Casafina

 

 

 

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