Elezioni: in controtendenza rispetto al continente, il Cile va a destra 15 dicembre, 2009 | Redazione A Sud

Il miliardario conservatore Sebastian Pinera, il candidato che ha ottenuto più voti nelle elezioni presidenziali che si sono tenute domenica scorsa 13 dicembre in Cile, Paese con l’economia più stabile dell’America Latina, da 20 anni governato dalla sinistra, è dato per favorito nel ballottaggio di gennaio.


Pinera, magnate dell’industria aerea al 71esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo stilata dalla rivista Forbes, ha ottenuto il 44% dei voti nelle elezioni di domenica, sei punti percentuali in meno rispetto al 50% necessario per la vittoria al primo turno, in base ai risultati ufficiali quasi completi.

In Cile è la prima volta negli ultimi decenni che un candidato di destra si aggiudica la maggioranza dei voti in un’elezione presidenziale.

Il 17 gennaio Pinera affronterà al ballottaggio l’ex presidente Eduardo Frei, che ha ottenuto solo il 29,6% dei voti nonostante sia sostenuto dal presidente uscente Michelle Bachelet, molto popolare nel Paese.

Il terzo uomo Ominami

Nonostante non parteciperà al ballottaggio, tutti i riflettori sono puntati sul trentaseienne ‘terzo uomo’ Marco Enriquez-Ominami. Con il suo 20% di voti ottenuto al primo turno delle presidenziali cilene sarà l’ago della bilancia per la scelta del prossimo presidente: al ballottaggio del 17 gennaio si confronteranno Sebastian Piñera e Eduardo Frei.

Enriquez-Ominami è cresciuto in Francia, ha una laurea in filosofia e una passione per la politica ereditata dai due padri. Quello biologico, Miguel Enriquez, ucciso dalla Dina, la polizia segreta cilena nel 1974, era leader del Mir, movimento di sinistra molto noto negli anni Sessanta e Settanta. Quello adottivo, Carlos Ominami, è un senatore socialista. Marco Enriquez-Ominami ha giocato le sue carte puntando sull’elettorato meno polarizzato, poco entusiasta di un dibattito tra due personaggi che già vent’anni fa si contendevano un seggio di senatore in un quartiere di Santiago.

Ritorna in Parlamento il Partito Comunista

A distanza di 36 anni i comunisti cileni rientrano al congresso, dopo aver conquistato tre seggi alla Camera grazie all’accordo con la ‘Concertation’ nelle elezioni tenutesi ieri. E’ quanto indicano i dati ufficiali del ministero dell’Interno, con il presidente del partito, Guillermo Teillier, che ha ottenuto il 32,28% ed entrera’ da deputato in parlamento il prossimo 11 marzo. Con Teillier sono stati eletti anche Lautaro Carmona e Diego de Almagro.

 

Fonti: Reuters/ AP

 

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