Facendo storia: l’ALBA 13 luglio, 2009 | Redazione A Sud

I nuovi membri dell’ALBA

Antigua e Barbuda, Ecuador e San Vicente e le Granadinas sono entrati nell’ALBA in occasione dell’anniversario della battaglia di Carabobo, quando Simon Bolivar proclamò l’indipendenza del Venezuela 188 anni fa. Adesso il processo di integrazione regionale si estende su una superficie territoriale di oltre 2 milioni di chilometri quadrati e una popolazione di circa 80 milioni di persone.

I primi paesi ad abbracciare l’idea dell’alleanza regionale sono stati Venezuela e Cuba, nel 2004; un anno dopo ha fatto il suo ingresso nell’ALBA la Bolivia, nel 2007 il Nicaragua e nel 2008 l’Honduras.

L’ALBA è l’organizzazione di integrazione regionale più nuova nel panorama dell’America Latina per via della diversità dei membri che ne fanno parte.

Include l’area andina, passando per l’America Centrale, fino alle isole del Caribe. Il Venezuela così come l’Honduras e il Nicaragua rappresentano paesi con una forte mescolanza etnica e culturale, conseguenza del processo di meticciato e dell’incontro afro-amerindio-europeo; San  Vicente e le Granadinas e Antigua e Barbuda hanno, invece, una popolazione in maggioranza di discendenza africana. 

Tuttavia non è questa la caratteristica più importante dell’ALBA quanto piuttosto le sue basi ideologiche e etiche. In primo luogo, la solidarietà tra i popoli come asse fondante delle relazioni fra gli stati: il commercio e gli investimenti vengono concepiti come strumenti e non come fini, allo scopo di migliorare le condizioni di vita delle persone; il mercato deve essere subordinato alla giustizia sociale e prendere in considerazione le disuguaglianze e la complementarietà tra le economie, così da promuovere l’adozione di misure rispettose del principio dell’equità e lontane dalla logica dell’accumulazione e del profitto indiscriminato che governa attualemente i rapporti fra gli stati.

E’ facile intuire che il gioco linguistico tra l’acronimo ALBA e la parola “alba” ha un significato che esula dall’ ”incidente linguistico”. Si tratta, infatti, di una nuova alba di solidarietà e del nuovo progetto emancipatore dell’America Latina.

Nella sua breve storia, l’ALBA ha già messo in cantiere traguardi importanti come la Banca dell’ALBA, le grandi imprese che stanno nascendo nella sua orbita e significativi progetti in ambito educativo e culturale.

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe è nata con il proposito di contrapporsi all’ALCA, l’accordo commerciale promosso da Washington e dalle oligarchie latinoamericane per pervertire la natura dei popoli e facilitare gli interessi del capitale mondiale.

L’ALBA non è l’unico organismo di integrazione regionale ma è sicuramente il più dinamico, stando alle dichiarazioni del presidente venezuelano Hugo Chavez.

In effetti, istituzioni come il Banco Sur e l’UNASUR sono anch’esse di notevole importanza. Però L’ALBA rappresenta qualcosa di più dei nove paesi che la compongono: l’iniziativa venezuelana di PETROCARIBE ha salvato dalla rovina economica molti paesi dell’America Centrale e del Caribe.

Altre iniziative di enorme importanza e valenza simbolica sono state realizzate come, ad esempio, la  Operación Milagro, che ha permesso di curare oltre un milione di persone affette da cecità. E poi l’applicazione su grande scala della metodologia cubana del “Yo sí puedo”, pensata per combattere l’analfabetismo in Venezuela, Bolivia e Nicaragua.

L’ALBA ha dimostrato anche di aver raggiunto un buon grado di coesione politica, come è stato dimostrato in occasione della deroga della risoluzione che escludeva Cuba dall’OSA.

L’ALBA è nata dalle lotte sociali contro il neoliberalismo, iniziate in Venezuela con il “caracazo”, e affonda le sue radici nel sogno di unificazione continentale di Bolivar e Josè Martì. Quello che prima era considerato solo un sogno, adesso costituisce l’unico cammino possibile per i paesi dell’America Latina e del Caribe: l’unica possibile via d’uscita contro l’imperialismo e il sottosviluppo, in favore della sovranità nazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione.

 

Angel Guerra Cabrera – La Jornada (Messico)

Traduzione di Francesca Casafina

 

 

Tags:



Back to Top ↑