Incidenti in Solvay, dai sindacati “dubbi sulla manutenzione” 25 aprile, 2014 | Redazione A Sud

images (9)Il processo a Solvay di Spinetta Marengo in Corte di Assise di Alessandria è gemello del processo in Corte di Assise di Chieti per lo stabilimento di Bussi. Stesso disastro ambientale. Stessi i capi di imputazione. Stessi gli imputati. Stessi gli avvocati.

 

[di Irene Navaro su Alessandria News]

L’ultimo incidente in ordine di tempo si è registrato nella notte tra sabato e domenica: l’apertura di un disco di rottura sulla mandata di un compressore. Dieci evacuati a scopo precauzionale. “Tutto rientrato nella norma nel giro di un ora, nessuna fuga di gas esterno”, dice l’azienda. Ma i sindacati puntano il dito sulla manutenzione ordinaria

 

Per l’azienda si è trattato di un incidente lieve, “che non rientra nelle casistiche di avviso all’autorità, visto che nessun rischio era nemmeno ipotizzabile così come previsto dal piano di emergenza esterno”. Ma si tratta del quarto incidente nel giro di un mese. Così, i sindacati rizzano le orecchie e si chiedono quale sia la politica di manutenzione ordinaria degli impianti.
Secondo la ricostruzione di Solvay, nella notte tra sabato e domenica 13 aprile verso le 3 di notte, “si è aperto un disco di rottura sulla mandata di un compressore”.

 

“Il disco di rottura è un dispositivo di sicurezza adatto ad evitare aumenti indesiderati di pressione all’interno di apparecchi che in questo caso ha meccanicamente ceduto per un fenomeno di fatica quindi non riconducibili ad alcuna condizione anomala di processo – spiegano – Il compressore alimenta le materie prime ad uno dei 4 reattori che producono l’elastomero Tecnoflon© (prodotto prevalentemente destinato all’industria dell’automobile). L’apertura del disco di rottura ha prodotto la fuoriuscita di perfluoro propene all’interno del box che ospita il compressore, ove non opera personale. Alcuni superamenti delle soglie di allarme sono stati registrati nelle immediate vicinanze e comunque confinati alla zona interessata. Queste soglie sono fissate per effetti di lungo termine per evitare l’esposizione cronica, ma i valori misurati erano comunque inferiori di ben oltre di un ordine di grandezza a quelli di riferimento”. In ogni caso, assicurano, non c’è stata nessuna fuga di gas all’esterno.

 
Tuttavia, “a mero scopo precauzionale che sono stati allontanati 10 addetti della zona interessata, mentre gli operatori della sala quadri hanno effettuato le manovre previste in questi casi indossando i dispositivi di sicurezza.
Dopo avere effettuato i necessari controlli si è proceduto alla ripresa regolare delle attività, dopo un’ora circa”.
Solvay assicura anche la massima attenzione per garantire la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente.
Ma, sottolineano i sindacati, “non convince che tali incidenti siano del tutto connaturati alla normale attività dello stabilimento”.
Franco Armosino, di Cgil, fa presente come “troppo spesso ci siano incidenti, fortunatamente senza gravi conseguenze anche grazie al personale preparato che sa come farvi fronte. Ma ci chiediamo se non vi siano problematiche legate alla manutenzione ordinaria e preventiva. L’impressione è che si ‘inseguano’ le situazioni dopo che si sono verificate, a posteriori. Quale è l’attività di controllo e verifica sugli impianti in via preventiva”?

 

 

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