Triangolo della Morte : Augusta Priolo Melilli 29 maggio, 2016 | Redazione A Sud

inquinamento-Esso-august[di Simona Mazza e Ignazio De Luca su laspiapress.com] Per soddisfare la loro sete di danaro, i signori del cemento,  che in ogni regione d’Italia ha il suo signore, non tengono conto né dei danni ambientali, né delle evidenti deturpazioni urbanistiche, né della salute dei cittadini, né tantomeno si preoccupano di infrangere le eventuali disposizioni contenute nel piano regolatore: solitamente esso viene infatti generosamente adattato alle esigenze del signore di turno.

 

In Sicilia, nel cosiddetto “Triangolo della morte” di Augusta-Priolo-Melilli i “cementari” si sono concentrati nell’ampliamento dei piazzali del porto e sulla realizzazione di banchine containers.

 

Il via ai lavori era stato dato nel 2007, scaduto 4 anni fa,  l’Autorità portuale ha remorato, con ogni mezzo, la nuova procedura di valutazione d’impatto ambientale.

 

La bozza del nuovo Piano Regolatore dà ragione ai signori, favorendo la realizzazione dei banchinamenti, pertanto la provincia siracusana sarà al centro dell’ennesimo mega “affare tossico”, che infrange ogni canone di sostenibilità e che ricalca in pieno il format politico-affaristico delle lobby delle cosiddette “grandi opere”, con annessi grandi affari.

 

L’inchiesta ignorata

 

In Sicilia qualcuno ha storto il naso e dall’inchiesta Petrolio, concentrata su concessioni, appalti e pontili “condivisi” del porto megarese, si sono scoperti gli intrecci perversi tra vertici militari e portuali, petrolieri e sindacati confederali.

 

Ciononostante, si continua a millantare la tanto improbabile crescita economica ed occupazionale, derivante dallo “sviluppo del porto commerciale”.

 

Peccato che le multinazionali del mare ad oggi abbiamo solo sfruttato le infrastrutture portuali locali, senza per altro garantire lavoro ed occupazione alla popolazione indigena.

 

Ai signori del cemento, interessa solo il profitto, e nel suo nome antepongono le merci alle persone: mercificano gli uomini umanizzando i capitali.

 

La storia calpestata

 

In nome del dio denaro inoltre cercano di cancellare la storia e l’intero tessuto folkloristico locale.

 

La magnifica colonia greca, ricca di cultura e di memoria viene valutata dai signori solo in relazione al business.

 

E di certo, il business del petrolchimico e quello del porto commerciale appaiono ai loro occhi assai allettanti.

Tutto il resto è noia.

 

Pubblicato da Simona Mazza e Ignazio De Luca su laspiapress.com 14 maggio 2016

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